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Caro sindaco, chiudiamo Ponte Galeria?

- 31 Marzo 2014

La lettera a Ignazio Marino scritta da Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani, in occasione della settimana mondiale contro il razzismo.

Egregio sindaco di Roma

Mi permetto di scriverle nel terzo giorno della decima “Settimana d’azione contro il razzismo” promossa in Italia dall’Unar (l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali istituito presso il Ministero delle Pari Opportunita’), e di scriverle per porle una precisa richiesta di intervento: la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria.

Nel territorio del suo Comune è infatti ubicato un campo di concentramento, quello di Ponte Galeria, in cui sono detenuti esseri umani iniquamente perseguitati perché migranti.

Quando era parlamentare lei si impegnò (con specifico riferimento allo scandalo che tuttora perdura dell’esistenza degli Ospedali psichiatrici giudiziari – in sigla: Opg – meglio noti come manicomi criminali) contro le istituzioni totali ed in difesa dei diritti umani di chi vi è iniquamente detenuto.

Da sindaco di Roma lei può e deve impegnarsi per la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria e per sollecitare l’immediata liberazione di chi vi è iniquamente detenuto.

Lei sa bene che la Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 2 afferma che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, e all’articolo 10 afferma che “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”.

Lei sa bene che l’esistenza dei campi di concentramento lede alla radice la dignità e i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto.

Con questa lettera aperta le chiedo di impegnarsi:

a) per l’immediata chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria, e per sollecitare l’immediata liberazione delle persone ivi iniquamente detenute;

b) ad invitare il Parlamento e il Governo ad abolire tutte le scellerate misure razziste, criminali e criminogene, palesemente incostituzionali, che configurano una abominevole persecuzione di esseri umani.

Distinti saluti,

Peppe Sini