Dati Ismu

Italia anno 2034

- 24 Febbraio 2014

Recenti elaborazioni dell’Ismu indicano che – se non verrà modificata l’attuale normativa in vigore – si passerà dalle attuali 70 mila acquisizioni di cittadinanza italiana annue, alle circa 94 mila ogni dodici mesi durante il quinquennio 2015-2019. Negli anni successivi fino al 2034 si passerà a una media di 111 mila, 127 mila e 139 mila acquisizioni di cittadinanza. A legislazione invariata, dunque, in 21 anni, dal 2014 al 2034, l’Italia acquisirà oltre 2,4 milioni di nuovi cittadini di nazionalità originaria straniera. Sono i frutti che nessuno potrà ormai eliminare della stabilizzazione della presenza migrante in questo Paese, persone che ci vivono ormai da decine di anni, che qui hanno visto nascere figli e spesso nipoti, che solo norme antiquate ostacolano ancora verso un completo sostanziale assorbimento. Accanto alle difficoltà legislative, fra le più restrittive d’Europa, c’è stato nell’ultimo anno un ulteriore concorso di colpa. Sono diminuiti i funzionari, al ministero dell’Interno, incaricati di occuparsi delle procedure di accesso alla cittadinanza. Le stesse piccole riforme introdotte attraverso il “decreto del fare” del governo Letta, contenevano strumenti per velocizzare alcune pratiche e risolvere storture dovute ad insipienze della burocrazia locale. In alcuni casi, sono state recepite in altri, faticano ad essere considerate come leggi dello Stato. Col risultato che in Italia si continuano a “produrre stranieri” persone ormai perfettamente inserite nel tessuto produttivo, sociale, culturale ed economico ma la cui permanenza in Italia resta appesa ad un contratto o alla discrezionalità di una prefettura. Malgrado questo, con testardagine, le domande vengono presentate. Chi richiede la cittadinanza italiana sa bene che la sua richiesta dovrà essere vagliata da varie strutture del ministero dell’Interno che svolgeranno identiche indagini, con costi inutili per le casse dello Stato, dispendio di tempo e di uomini e intromissioni nella vita privata del richiedente. Ma ci si prova. Sempre secondo le ricerche ismu, finora le più affidabili, i maggiori fruitori d’acquisizione di cittadinanza sono, in parti uguali, albanesi e marocchini (circa 11 mila unità per ciascun gruppo all’anno), davanti a rumeni (meno di 5 mila), cinesi (meno di 4 mila), filippini e tunisini (3 mila a testa). In futuro si stima che crescerà soprattutto il numero di acquisizioni di cittadinanza dei rumeni, che diventeranno oltre 30 mila ogni anno, per un totale di quasi mezzo milione da qui al 2035. Inoltre, ai primi posti in graduatoria ci saranno anche ucraini e moldovi (fino a 5-6 mila acquisizioni all’anno a testa), oltre agli indiani (oltre 5 mila).