Il nuovo protocollo tra Londra e Parigi introduce un sistema sperimentale per il rimpatrio dei migranti e mira a contrastare i trafficanti rafforzando la cooperazione nel Canale della Manica
Parigi, 5 agosto 2025 – È entrato in vigore oggi l’accordo bilaterale tra Regno Unito e Francia sui rimpatri dei migranti, siglato lo scorso mese durante la visita di Stato del presidente francese Emmanuel Macron a Londra e definito “progetto pilota” dalle autorità coinvolte. L’intesa, che segue il vertice Ue-Regno Unito del 19 maggio scorso, prevede uno schema “uno contro uno” per i respingimenti, voluto dal premier britannico Keir Starmer e accolto con favore dal ministro francese dell’Interno Bruno Retailleau.
Accordo “uno contro uno” per rimpatri e accoglienza
Il protocollo stabilisce che per ogni migrante irregolare intercettato sulle coste inglesi a bordo di piccole imbarcazioni, la Francia si impegna ad accogliere un richiedente asilo idoneo e con familiari presenti nel Regno Unito. Al momento, l’intesa riguarderà fino a 50 “small boat” settimanali, per un totale stimato di circa 800 clandestini respinti entro fine anno, a fronte dei 25.000 sbarchi registrati finora nel 2025.
Nonostante l’impegno, la ministra britannica degli Interni Yvette Cooper non ha fornito dettagli precisi sul numero di migranti coinvolti, alimentando dubbi sull’efficacia concreta del piano. Nel frattempo, la Guardia Costiera inglese ha intensificato le operazioni, intercettando decine di imbarcazioni a ridosso della costa di Dover e prendendo in consegna oltre 220 migranti.
Lotta alle filiere dei trafficanti e pressioni politiche interne
Il ministro francese Bruno Retailleau ha sottolineato che l’accordo introduce un “dispositivo sperimentale il cui obiettivo è chiaro: spezzare le filiere di trafficanti di uomini”. Retailleau, in carica dal settembre 2024 e noto per la sua linea dura contro l’immigrazione clandestina, ha ribadito la “determinazione della Francia a fermare i flussi e a salvare vite”, ringraziando anche il sostegno del commissario europeo Magnus Brunner.
Sul fronte britannico, la questione migratoria si inserisce in un clima di tensione crescente, con proteste contro l’accoglienza dei richiedenti asilo in hotel e sollecitazioni politiche, come quelle dell’ex leader Nigel Farage, a favore di una maggiore trasparenza sullo status migratorio degli imputati coinvolti in crimini. In risposta, la ministra Cooper ha annunciato un cambio nel regolamento per fornire informazioni più dettagliate su nazionalità e situazione migratoria dei sospetti, una mossa che ha acceso ulteriormente il dibattito pubblico.
L’intesa tra Francia e Regno Unito si colloca così al centro di una complessa gestione del fenomeno migratorio, con l’obiettivo di migliorare la collaborazione internazionale e contenere i flussi irregolari nel canale della Manica.