Le indagini della Procura di Locri e la collaborazione tra Polizia e Guardia di Finanza hanno portato all’identificazione del sospetto dopo lo sbarco di 93 migranti a luglio
Roccella Jonica, 5 agosto 2025 – La collaborazione tra la Polizia di Stato e i finanzieri della Sezione operativa navale di Roccella Jonica ha portato al fermo di un presunto scafista turco di 44 anni, ritenuto responsabile del trasporto di migranti verso le coste italiane. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri, ha preso avvio dallo sbarco del 20 luglio scorso al porto delle Grazie di Roccella Jonica, quando 93 migranti furono soccorsi a circa 70 miglia dalla costa.
Indagini e fermo dello scafista
L’uomo, originario della città costiera di Marmaris, in Turchia, è stato individuato grazie alle testimonianze di alcuni migranti più collaborativi che, con l’assistenza di difensori d’ufficio e mediatori linguistici, hanno fornito dettagli precisi sull’identità dello scafista. Le attività investigative sono state condotte congiuntamente dagli agenti del Commissariato di Siderno e dai finanzieri della Sezione navale di Roccella Jonica.
Dopo la convalida del fermo da parte del Gip, il presunto scafista è stato trasferito nella casa circondariale di Locri, dove si trova attualmente in custodia cautelare in carcere. La Procura prosegue nell’attività investigativa per accertare eventuali ulteriori responsabilità e collegamenti.
Il contesto dello sbarco e la città di Roccella Jonica
Lo sbarco avvenuto il 20 luglio ha visto l’approdo di 93 migranti soccorsi in mare dalla Guardia Costiera. Roccella Jonica, comune calabrese affacciato sul Mar Ionio e con una popolazione di circa 6.125 abitanti, è noto per il suo porto turistico “Porto delle Grazie” e per la sua posizione strategica lungo la costa jonica, spesso teatro di operazioni di soccorso e controllo dei flussi migratori.
La città, con radici storiche che risalgono all’epoca della Magna Grecia, è oggi uno snodo importante per le attività di pattugliamento marittimo e di contrasto al fenomeno della tratta di esseri umani nel Mediterraneo. Il fermo dello scafista rappresenta un risultato significativo nell’ambito delle iniziative di contrasto a queste attività illegali lungo la costa calabrese.